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L' innovazione: pregelificare
Fra le varie soluzioni, la più innovativa è la tecnica di pregelificazione
della bentonite di sodio, stabilizzata chimicamente in maniera
omogenea e densificata sotto vuoto.
Si ottiene così un gel bentonitico,
con caratteristiche di impermeabilità e di stabilità omogenee, con cui
viene prodotta una gamma di materiali impermeabilizzanti quali
membrane, profili waterstop per riprese di getto e mastici sigillanti
che non risentono della presenza di sali, anche se in alta
concentrazione, o altri inquinanti presenti nell’acqua di cantiere,
risultando così insensibili agli scambi ionici.
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Con la preattivazione la bentonite di sodio, costituente la membrana DAM®
ROLL HDG, viene omogeneamente attivata e protetta da specifici polimeri e
disperdenti sciolti nell’acqua di impasto, risultando così totalmente ed
uniformemente impermeabile sin dal momento della posa e non più soggetta,
nella fase di gelificazione, all’aggressione di acqua chimicamente
contaminate da calcio, magnesio, gesso, potassio e cloruro di sodio ed altri
aggressivi acidi o basici, spesso presenti in alte concentrazioni nelle acque
sotterranee o marine.
A queste avversità sono invece soggette la bentonite
di sodio secche (polvere o granuli) che devono gelificare in cantiere con
acque filtranti nei terreni in cui sono naturalmente presenti sali minerali di
natura ed in concentrazioni non facilmente valutabili.
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Bentonite secca
ingrandimento 75 volte |
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Bentonite pregelificata
ingrandimento 75 volte |
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Tali eccezionali caratteristiche sono state ottenute potendo
aggiungere, assieme all’acqua di preidratazione, i polimeri protettivi e
stabilizzanti, che si sono così distribuiti omogeneamente su ogni
singola lamella, cosa non realizzabile con i prodotti secchi data la
notevole differenza fra i pesi specifici della bentonite e dei polimeri. |
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I polimeri sono di due tipi con funzioni diverse e sinergiche:
- stabilizzanti: impediscono stabilmente nel tempo il fenomeno di
scambio ionico e, quindi, la trasformazione della bentonite anche se a
contatto con acque dure e con terreni calcarei o gessosi.
- disperdenti: impediscono la formazione di aggregati di lamelle
elementari assicurando così una omogenea idratazione di tutta la
massa. In più, tali disperdenti possono interagire con eventuali ioni“dannosi”, avvolgendoli con una carica negativa che impedisce loro di
avvicinarsi alla superficie delle lamelle. |
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E’ importante evidenziare |
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che lo stadio di idratazione ottenuto in
questo processo industriale è quello minimo necessario per portare la
polvere di bentonite a stato di gel, mantenendo una elevata
potenzialità di espansività indispensabile per garantire la saldatura
delle giunzioni e l’auto sigillatura di eventuali perforazioni ed inoltre
per permettere l’adesione totale della membrana alle superfici di
calcestruzzo da impermeabilizzare così da impedire migrazioni
interfacciali di acqua (passaggio di acqua tra la membrana e il
calcestruzzo). |
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Per quanto riguarda il comportamento idraulico |
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importanza
fondamentale ha la fase finale di estrusione sotto vuoto del gel.
Tale
tecnica produce l’eliminazione di tutte le porosità della massa che
raggiunge così densità ed omogeneità tali da potersi definire“bentonite ad alta densità” ed esibire, quindi, il più basso
coefficiente di permeabilità mai raggiunto da prodotti bentonitici,
dell’ordine di 10-13 m/s (con un carico di confinamento di 250
KPa ed un carico idraulico di 45 m di acqua). |
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